7. Testa di Giulio Cesare

Non ero sempre d’accordo con Giulio Cesare. Contrastavo la sua ambizione a diventare dittatore, ma ne rispettavo l’intelligenza e il carattere. Questo ritratto, realizzato in marmo di Luni attorno al 45 avanti Cristo, è quello che secondo me lo rappresenta meglio, il più autentico! Cesare era ormai in età avanzata, con il volto segnato dal tempo e dalle preoccupazioni. Lo scultore ha voluto mostrarlo senza idealizzazioni, con un realismo severo e diretto. Avete recuperato questo ritratto nell’Ottocento, durante gli sterri avviati da Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, e poi proseguiti dalla famiglia Savoia. I sovrani di Sardegna, divenuti poi Re d’Italia, sono stati grandi sostenitori degli scavi di Tusculum, incentivando lo studio, la documentazione e la catalogazione dei materiali ritrovati. Molti reperti, tra cui questa testa, sono stati trasferiti al Castello di Agliè, in Piemonte. Oggi l’originale è conservato a Torino, presso i Musei Reali. Anche attraverso questo calco, il volto di Cesare continua a parlarci: non come quello di un dio o di un eroe, ma come quello di un uomo che, nel bene e nel male, ha cambiato il destino di Roma, segnando la fine della Repubblica e aprendo la strada all’Impero, fondato da suo figlio adottivo Ottaviano Augusto.