“Rutilia Mater”: così si legge su questo frammento di statua. Rutilia, la madre. Chi era? Per voi oggi è solo un nome, ma un tempo apparteneva a una storia familiare ben precisa. Questa statua faceva parte di un gruppo di sculture maschili e femminili che, dai lineamenti simili, rappresentavano i membri di una stessa famiglia: nonna, madre, zia. Le statue si trovavano nel foro di Tusculum e sono state ritrovate durante gli scavi ottocenteschi promossi da Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone. Alcune di queste sculture oggi sono conservate nei Musei Vaticani. Insieme celebravano l’unione di due importanti casate tuscolane, all’epoca dell’imperatore Augusto: la gens Rutilia e la gens Velineia. Non fate l’errore di pensare che noi romani elevassimo statue solo per onorare grandi personaggi pubblici! Le sculture erano anche uno strumento di autocelebrazione per le persone più ricche. C’è sempre stato un forte legame tra le famiglie aristocratiche, lo spazio pubblico e l’identità civica.