Qui vedi rappresentata Villa Mondragone, un luogo straordinario in cui si intrecciano secoli di storia. Le sue origini risalgono all’antica Roma: la villa sorge sui resti di una residenza imperiale del II secolo dopo Cristo, appartenuta ai fratelli Quintili. Il loro nome è ancora visibile sulle antiche condutture di piombo che portavano l’acqua. Per i Romani questo era un luogo di otium, dedicato al riposo, alla conversazione e alla vita culturale. Tornò ad esserlo molti secoli dopo, quando il cardinale Marco Sittico Altemps scelse questo sito per accogliere papa Gregorio tredicesimo Boncompagni. Dal drago alato, simbolo araldico del pontefice, deriva il nome “Mondragone”. Questa villa non è stata soltanto un luogo di bellezza e di riposo, ma anche un centro di sapere. Proprio qui papa Gregorio tredicesimo firmò la celebre bolla Inter gravissimas, con cui nel 1582 istituì il Calendario Gregoriano, ancora oggi utilizzato. Non stupisce, quindi, che questo luogo sia rimasto legato alla ricerca e alla conoscenza. Nel 1611 Galileo Galilei osservò Villa Mondragone dal Gianicolo, a Roma, utilizzando il suo cannocchiale per dimostrare l’efficacia delle sue innovazioni ottiche. Nel 1613 è passata al cardinale Scipione Borghese e, nei secoli successivi, è stata una delle tappe più celebri del Grand Tour, accogliendo studiosi e viaggiatori illustri come Goethe, Stendhal e Winckelmann. Dal 1865 al 1953 la villa è stata sede del Nobile Collegio Mondragone, importante istituzione educativa gestita dai Gesuiti. Così, tra queste mura, arte, storia e scienza hanno continuato a incontrarsi nel tempo, rendendo questo luogo naturalmente destinato allo studio, alla scoperta e al progresso della conoscenza.