Guarda: questa è Villa Aldobrandini! Sorge su un terreno che in origine ospitava un edificio più modesto, appartenente al medico Pietro Antonio Contugi. Nel 1598 papa Clemente ottavo Aldobrandini ha donato l’area al nipote, il cardinale Pietro Aldobrandini, per il ruolo avuto nel riportare Ferrara sotto il controllo della Chiesa. Il cardinale Pietro, anche grazie all’eredità di Lucrezia d’Este, ha trasformato questo luogo in una residenza monumentale, affidando il progetto a Giacomo della Porta. La villa è stata concepita come dimora di rappresentanza per il cardinale e per il papa, che amava soggiornare a Frascati con la sua corte. L’edificio si sviluppa su due grandi terrazzamenti collegati da un percorso ellittico in salita. Sul retro si trova il celebre Teatro delle Acque. All’interno, una grande galleria centrale attraversa la villa da una facciata all’altra. Sul lato sinistro si trovano le sale di rappresentanza, decorate con affreschi del Cavalier d’Arpino ispirati all’Antico Testamento. Accanto al ninfeo si apre la cappella di famiglia, mentre sul lato destro si trova il Parnaso, un ambiente di ricevimento con il gruppo scultoreo di Apollo e le Muse. Oh, che meraviglia questa sala del Parnaso! Qui l’arte e l’ingegno umano sembrano sfidare la natura. Le Muse, scolpite nel legno dipinto, non erano semplici decorazioni: un sistema eolico azionato dall’acqua, produceva suoni reali. Unendosi a un organo nascosto, anch’esso mosso dallo stesso meccanismo, creava una musica celestiale, come se fossero le Muse stesse a suonare. E non è tutto: nella sala era sospesa una sfera di rame che restava in movimento grazie a una corrente d’aria proveniente da una conduttura sotterranea. Molti parlavano di magia. Ma era scienza, usata per stupire gli ospiti. Qui, tra arte, musica e ingegneria, si celebrava il potere dell’ingegno umano. Ancora oggi la villa appartiene alla famiglia Aldobrandini ed è uno dei simboli più celebri di Frascati.