1. Menade

Vedi questa statua? Sono io: una Menade, seguace di Bacco, o Dioniso, come lo chiamavano i Greci. Mi hanno ritrovata nel 2023 gli archeologi della Scuola Spagnola di Storia e Archeologia di Roma, che da oltre quarant’anni scavano a Tuscolo. Sono stata scolpita nel marmo pentelico, tra il I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo. Mi vedi con il seno scoperto mentre indosso la nebride, la pelle di cerbiatto tipica del nostro culto misterico, praticato inizialmente solo da noi donne. Ogni due anni ci preparavamo per l’oribasìa: lasciavamo la vita quotidiana per ritirarci sui monti e nei boschi. Qui, di notte e alla luce delle fiaccole, prendevamo parte a cerimonie fatte di musica, danza, vino… e sostanze inebrianti. Entravamo così nella mania bacchica, uno stato di estasi in cui la musica ritmata e la danza ci portavano oltre noi stesse. Ci raffigurano con il capo all’indietro, il corpo in movimento, immerse in una danza capace di rompere ogni limite imposto dalla società. Oggi parlate di emancipazione femminile… ma noi, in fondo, lo siamo state molto prima. Nei nostri riti sospendevamo le regole e uscivamo, anche solo per un momento, dai ruoli imposti. Durante le cerimonie praticavamo lo sparagmòs, lo smembramento rituale di animali selvatici, per divorarne la carne e berne il sangue. Un gesto che rievocava il mito di Dioniso, fatto a pezzi e poi rinato, simbolo della vita che continua oltre la morte. Alcuni elementi di questi rituali sono sopravvissuti nel tempo, trasformati in altre forme di spiritualità, che rielaborano simbolicamente l’idea del consumo del corpo e del sangue come atto di unione con il divino. Con l’avvento del cristianesimo, però, la nostra libertà venne guardata con sospetto. Così, da donne legate alla natura e al divino, siamo state trasformate nell’immaginario in streghe. Eppure, nei nostri misteri cercavamo tutt’altro: la protezione del dio, l’energia vitale, la speranza di una rinascita. Per noi, corpo, natura, musica e spirito erano una cosa sola. Un’esperienza capace di trasformare chi la viveva per unirci con il creato.