Questo blocco di tufo costituiva il basamento di una statua a cavallo dedicata al magistrato Cneo Domizio Enobarbo, datata alla fine del II secolo a.C. L’iscrizione incisa riporta il suo nome e il titolo, e il monumento era collocato in un luogo molto frequentato, nei pressi del teatro, così da essere visibile a tutti. Nell’iscrizione compare il titolo di IMPERATOR. In età repubblicana questo termine non indicava un imperatore nel senso moderno, ma un comandante militare acclamato dai suoi soldati dopo una grande vittoria. Per noi Romani, l’erezione di una statua equestre nel foro rappresentava il massimo onore pubblico, riservato a uomini che avevano compiuto imprese straordinarie per lo Stato. Cneo Domizio Enobarbo, console nel 122 a.C., è stato il primo della sua famiglia a ottenere il trionfo, la solenne celebrazione riservata ai generali vittoriosi. Questo basamento non è solo un monumento prestigioso: conserva la più antica iscrizione onoraria di Tusculum oggi nota ed è anche il più antico monumento equestre rinvenuto in un foro dell’Italia romana. La famiglia dei Domizi non era originaria di Tusculum, ma vantava un legame con i Dioscuri, Castore e Polluce. Secondo la tradizione, i gemelli divini apparvero a un loro antenato e gli ordinarono di annunciare al Senato e al popolo la vittoria ottenuta nella battaglia del Lago Regillo, nel 496 avanti Cristo, contro i Tuscolani e la Lega Latina. Per provare la verità del messaggio, gli toccarono la barba, che da scura divenne rosso-rame: da qui deriverebbe il cognome Ahenobarbus, “barba di bronzo”.