In questa incisione Giovan Battista Falda rappresenta il monumentale Ninfeo, detto anche Teatro delle Acque di Villa Aldobrandini. Falda, grande incisore, offre qui una veduta completa dell’insieme: l’immagine è accompagnata da una legenda che permette di riconoscere i gruppi scultorei e i diversi elementi decorativi. Lungo la trabeazione corre un’iscrizione latina che celebra il cardinale Pietro Aldobrandini, nipote di papa Clemente ottavo, ricordato per il suo ruolo politico e diplomatico, tra cui la riconciliazione religiosa con la Francia e il recupero del ducato di Ferrara nel 1598. Il ninfeo è stato progettato da Giacomo della Porta e completato da Orazio Olivieri da Tivoli. Da questi gruppi scultorei si sviluppava un complesso sistema di giochi d’acqua, con zampilli, cascate e getti che animavano l’intera struttura, accompagnati da effetti sonori e musicali, capaci di stupire gli ospiti della villa. L’intero programma iconografico è stato ideato da monsignor Giovan Battista Agucchi, segretario del cardinale, che concepiva l’arte come uno strumento per abbellire e perfezionare la natura, trovando un equilibrio tra osservazione del reale e significato morale. Questo ninfeo racchiude anche un messaggio simbolico, caro alla cultura del tempo. Le figure di Atlante, che sostiene il mondo, e del gigante Encèlado, schiacciato alla base, alludono al dominio dell’ordine sul caos, ricordando che la ragione deve prevalere sugli istinti e sulle forze disordinate della natura.