Qui vedete i Santi Sebastiano e Rocco, venerati come protettori contro le malattie e le pestilenze. Questo dipinto ricorda uno dei momenti più drammatici della storia del territorio: l’epidemia del 1656, che colpì duramente l’Italia e si diffuse rapidamente da Roma ai Castelli Romani. Un’anziana signora mi raccontò che il 18 giugno 1656, durante la Messa nella chiesa di Santa Maria in Vivario a Frascati, una donna in preghiera vide sgretolarsi l’intonaco di un muro, dal quale emersero le immagini dei due santi. Fu interpretato come un segno prodigioso, che ha ridato speranza alla popolazione in un momento di grande paura. I santi sono raffigurati entro una struttura architettonica, sopra la quale compare lo stemma civico di Frascati: due chiavi incrociate, legate da un nastro e sormontate da una corona, accompagnate dalle lettere S.P.Q.T. – Senatus Populusque Tusculanus, simbolo dell’identità civica e della continuità con l’antica città di Tusculum. Le figure seguono l’iconografia tradizionale. San Sebastiano è legato a un albero e trafitto dalle frecce del martirio; San Rocco, accompagnato dal suo cane, solleva la veste per mostrare la ferita della peste. È rappresentato come un pellegrino, con cappello, bastone e conchiglia, memoria dei suoi viaggi e della sua opera di assistenza agli appestati in tutta Europa. Questa immagine è una delle tante testimonianze di come, nei momenti di crisi, le comunità abbiano trovato nella fede e nella devozione una risposta alla paura e alla sofferenza.