2. Trapezoforo

Vedi questo oggetto? Si chiama trapezoforo ed è scolpito in un materiale raffinato: il marmo pentelico. Serviva come sostegno di un tavolo in una villa di Tuscolo, posta a poca distanza dalla mia. Ad abitare quassù c’eravamo anche noi: senatori, ambasciatori, uomini di governo, personaggi dal gusto raffinato, che potevano permettersi beni così lussuosi. Oggetti come questo ne sono una testimonianza evidente. Erano collocati negli ambienti più rappresentativi delle case, negli atri, dove si accoglievano gli ospiti, e nei triclini, dove si svolgevano i banchetti. Si tratta di arredi di alto livello, realizzati da maestranze attive tra Atene e Roma. Osserva i dettagli: le zampe di leone richiamano modelli dell’arredo greco, mentre sui lati lunghi si riconoscono una colonna ionica e due grandi coppe rituali, accompagnate da motivi vegetali che evocano il mondo sacro, la prosperità e i culti domestici. Su una delle colline nate dall’antico Vulcano Laziale, tra le vie Latina e Labicana, sorgeva l’antica città di Tusculum, che la tradizione attribuisce a Telegono, figlio di Ulisse e della maga Circe. Qui, nelle nostre ville, lontano dal ritmo frenetico di Roma, ci dedicavamo all’otium. Per noi non era semplice riposo, ma il tempo nobile della riflessione, dello studio, della conversazione colta e della scrittura. Era il momento in cui, lontani dalla vita pubblica (il negotium) potevamo coltivare la filosofia, la politica e l’arte del governare. Venivamo qui proprio per questo: per trovare silenzio, bellezza e misura, in un paesaggio che rispecchiava il nostro ideale di equilibrio e raffinatezza.